Allenamento di Potenza

Come misurare i tuoi progressi e il tuo stato di forma? Ecco un mezzo che ti consentirà di calcolare, con precisione, la tua potenza.
Ascoltando i discorsi tra ciclisti che parlano dei loro progressi di forma, si sentono spesso frasi del tipo: "Ho corso per 50 minuti ad una frequenza cardiaca media di 180. Niente male vero?”. Anche la velocità media è spesso oggetto di discussione: "Ragazzi che media! Ho toccato i 33km/h!”. Ebbene, questi dati non significano nulla. Certo, una frequenza cardiaca alta indica sicuramente che si sta facendo un grosso sforzo. Ma nulla più. Lo stesso dicasi per la conversazione sulla velocità media. Ci spieghiamo meglio: cosa vuol dire correre a 33km/h di media oraria? Si è corso in salita, in discesa, su un tratto pianeggiante, si era in scia? E ancora: si era in gruppo o da soli? Insomma, senza un contesto le frasi sopra indicate non hanno senso, non sono cioè, corretti indicatori di un aumento di forma. Infatti, ritornando all'esempio della velocità, va tenuto conto che con il progredire della stagione la nostra media può diminuire perché l'allenamento o le gare a cui partecipiamo si fanno via via più impegnativi. Invece la nostra potenza aumenta. In breve: parlare di media oraria senza un contesto informativo corretto non è sinonimo di miglioramento delle prestazioni.

Lo scopo di un buon allenamento non è quello di migliorare la nostra abilità a correre con una frequenza cardiaca alta, quanto, piuttosto quello di migliorare le nostre performance ovvero dare qualità ai nostri sforzi. Spesso si abusa del dato cardiaco come indicatore di forma perché la tecnologia di misurazione è ormai alla portata di tutti. I cardiofrequenzimetri non hanno costo elevato e quindi sono sempre più diffusi tra gli atleti. Invece, la misurazione diretta della potenza erogata durante lo sforzo può essere ottenuta solo utilizzando un'attrezzatura un po' più complessa del cardiofrequenzimetro e soprattutto più costosa. Per questo, poco diffusa tra gli atleti. E' noto che il lavoro dei muscoli determina l'intensità degli esercizi: la frequenza cardiaca misurata è solo uno dei tanti indicatori che registrano quell'intensità. In modo più o meno accurato.

Benzina per il nostro corpo

Affinché i muscoli producano potenza è necessario dargli …benzina da bruciare. Ovvero, è necessario nutrirli adeguatamente e rifornirli di ossigeno. Il rifornimento avviene tramite la circolazione sanguigna. La quantità di ossigeno che può essere utilizzata dipende dal numero di battiti cardiaci (frequenza) e dal volume del muscolo cardiaco. Ci sono poi altri fattori che naturalmente, influenzano il processo come, ad esempio, la saturazione d'ossigeno delle cellule del sangue (ematocrito). Dunque la frequenza cardiaca da sola non è sufficiente a misurare l'efficienza del lavoro del cuore. E in ogni caso, un incremento dell'azione del lavoro del cuore riflette l'incremento del lavoro dei muscoli durante l'esercizio ma non ne è la causa. Discorso complicato? Sì, ma anche semplice se pensiamo che alla fine, quel che conta è la potenza.

La performance cioè il miglioramento della nostra forma, può essere definita scientificamente con termini precisi. Per un ciclista è il prodotto dato dalla forza della gamba per la cadenza di pedalata. Si esprime in watt (watt = joule/secondo = energia per unità di tempo). Una forza di bassa entità moltiplicata per una cadenza di pedalata elevata è uguale ad una forza elevata moltiplicata per una bassa cadenza di pedalata. Lo stile "spinning” di Lance Armstrongs ne è un esempio. Lance produce potenza moltiplicando una cadenza di pedalata molto alta con una forza sui pedali media. Jan Ullrich invece, ottiene le stesse performance applicando una cadenza di pedalata media ad una forza rimarchevole.

Quindi la potenza è la chiave della velocità. Assumendo che le condizioni esterne restino invariate (vento, gradiente, posizione del atleta, etc..), solo un aumento della potenza porta ad un aumento della velocità. Secondo questo principio quindi, un buon atleta non vince quando ha la frequenza cardiaca più alta, un ottimale rifornimento d'ossigeno o spinge il rapporto più duro, vince quando in relazione al suo peso complessivo (corridore + bici + equipaggiamento) e/o al suo coefficiente aerodinamico d'insieme riesce a produrre una potenza maggiore. Le eccezioni a questa regola sono fortunatamente molto comuni perché esistono cose come la tattica di gara ed altre variabili che intervengono in una competizione ed influenzano la riuscita di una gara. Perché se tutto si riducesse alla potenza, il ciclismo diventerebbe uno sport piuttosto noioso…

In tutto questo contesto l'equipaggiamento, come mostra il nostro computerino, ha scarsa influenza sulla velocità.

Erogazione di Potenza Relativa

Anche la Potenza Assoluta non è rilevante al nostro scopo.


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